LA CASA DELLA PAROLA E’ SOSPESA

Bevilacqua La Masa, Venezia, Gallerie di Piazza San Marco, 2023

Installazione scultorea sonora

ATTO I

Si entra nella Piazza, un vociare continuo e perpetuo, un brusio ferroso fa da cornice sonora. Una voce: «Ecco le sospese: “Le Edicole”!».

Le Edicole, tempietti sparsi per le strade e per le piazze della città, sono i “teatrini del tempo”. Intese anche come “case della parola”, sono luoghi dello spazio pubblico che mostrano l’“espressione” del tempo e l’ordine di valori su cui si costituisce la società contemporanea. Costruito dalle persone, per le persone, il tempietto incarna le sue sembianze formali e ciò che “mette in scena” non è altro che se stesso. Oggi il tempo del consumo ne è protagonista, mostrando come la crisi di un luogo rappresenti la crisi della condizione contemporanea. Storicamente l’edicola custodiva immagini sacre e il focolare, simbolo unificante per la comunità: mantenerlo acceso significava mantenere viva la civiltà. Il fuoco si trasforma in “parola” e l’edicola diventa “casa della parola”. Al centro della ricerca dell’artista vi è il rapporto tra tempo e soggetto e il modo in cui si danno forma reciprocamente. Il pubblico si dirige ai teatrini come a dei fari, che però non emettono luce perché sono essi stessi messa in luce e crisi del tempo presente. La loro sospensione mostra il tempo e il tempo, dall’interno, come un motore, le muove in un continuo divenire. «Nella sospensione illuminante, il muoversi perpetuo della parola». Il pensiero dell’artista nasce dall’osservazione delle edicole nella città in cui vive, Venezia, e dalla riflessione sulla loro funzione attuale. Le forme vengono separate, divise e ricomposte in una rilettura critica geometrica e sintattica. Attraverso cartamodelli, le forme in tessuto vengono trattate con terra, sabbia e ossidi e cucite insieme, dando origine ad “abiti edicola”.