IL BALZO DELLA TIGRE: STOPPINO E ZAZEL
GLASSTRESS
Fondazione Berengo, Venezia
2026
A cura di Adriano Berengo, Joanna Devos, Umberto Croppi
Vetro, acciaio, alluminio, tessuto
Posti l’uno di fronte all’altro come in un fotogramma muto, Stoppino e Zazel mettono in scena il Tempo attraverso le forme dell’abito. Nei due personaggi di Ornella Cardillo, il vetro si presenta come una struttura che, fondendosi al tessuto, ne diviene il corpo stesso. Questo incontro tra rigidità e vitalità materializza il «balzo della tigre» che secondo Walter Benjamin rappresenta simbolicamente la capacità della moda di appropriarsi della storia per catturare lo spirito di un'epoca. Qui il "balzo" si fa letterale e spettacolare, evocando la dimensione del circo e dell'artificio. Zazel, la prima donna cannone, si erge nella sua silhouette monumentale e geometrica, cristallizzata nell'istante immobile che precede il lancio; il suo abito nero e plissettato impone legge al corpo, trasformandolo in un ordigno di pura eleganza formale. A farle da contrappunto, Stoppino è la miccia, la scintilla originaria, dalla silhouette scattante e vivace in fucsia e verde: rappresenta il movimento asimmetrico, l'impulso vitale del free jazz pronto a innescare il balzo.I due burattini come contenitori espressivi, dialogano in un ciclo temporale infinito in cui ogni salto nel passato diventa proiezione futura: un ciclo in cui forma e informe si fondono l'una nell'altro, rendendo eterno l'istante del balzo.